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ADOZIONI
PREADOZIONI
ED AFFIDI
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PROLOGO
LA MIA STORIA: 14 anni fa prendemmo una tenera ed indifesa "cucciola" di 6 anni, in un centro, era malata... anzi era in ricaduta della sua malattia, perchè la sua "famiglia" precedente, non l'aveva curata adeguatamente, fino al punto che aveva sospeso le terapie... e lei si era riammalata!
Oltretutto, era stata anche percossa e per questo stava nel centro: le avevano ingessato una "zampetta"!!!
Leggemmo la sua triste storia sui giornali e ci offrimmo di prenderci cura di lei, prendendola con noi!
Rimase con noi 3 anni... 3 anni meravigliosi, in cui lei ci ha dato tutto il suo amore e tutta la sua riconoscenza e noi le donammo tutto il nostro amore... ma, la malattia si "riaffacciava" periodicamente: i periodi di "buona salute" si alternavano ai "periodi di malattia"!!!
Il nostro percorso di "cure" fu tremendamente drammatico e doloroso... fino all'agonia straziante della sua fine... con il corpicino piagato dalla cancrena!
EPPURE: Anche se, da quando non c'è più lei... io non sono più la stessa donna di un tempo... sono molto cambiata in questi ultimi 11 anni... e da gennaio scorso, sono in terapia per una seconda crisi depressiva!
Ma, quando la penso... la penso con gioia/dolore e amore/disperazione!!!
Tanta fù la felicità e l'amore che ci "scambiammo"... che io... in qualsiasi momento rifarei tutto... e ripercorrerei con lei quei tre anni meravigliosi! Ed anche mio marito, vive lo stesso sentimento!
5 gennaio 2009
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articolo tratto da: www.repubblica.it
del 29 dicembre 2008
In Italia le domande dei genitori sono in aumento. Le pratiche sono bloccate nei tribunali dall'eccesso di burocrazia.
Adozioni ormai impossibili,
trova casa un bimbo su cinque
Le associazioni protestano: le leggi vanno cambiate
di Maria Novella De Luca
Nelle cancellerie dei tribunali per i minori la fila si allunga e la montagna cresce. Pratica su pratica, storia su storia, documenti su documenti. Quindicimila domande di adozione nel 2005, sedicimila nel 2006 ventimila, un numero enorme nel 2007, ancora di più nel 2008, l'anno che sta per chiudersi. Ventimila richieste, poco più di quattromila i piccoli adottati. La statistica è di uno a cinque, per gli altri ciò che resta è attesa, desiderio, sogno mancato: pochi ce la fanno, i più rinunciano, sconfitti da un intrico di lentezze burocratiche, attese infinite, Paesi che d'un tratto chiudono le frontiere, enti inaffidabili, accordi bilaterali inesistenti, politica estera pigra, leggi da riscrivere.
Nell'Italia delle "nuove famiglie", dove i figli arrivano da un altrove a volte lontano e a volte vicinissimo,occuparsi di adozioni sia nazionali che internazionali vuol dire fare un viaggio in un paradosso, dove il bisogno e l'offerta d'amore sembrano non potersi incontrare, un incredibile serbatoio affettivo viene buttato via, e il nostro Paese da questo osservatorio appare come una nazione bloccata, non "competitiva all'esterno e ferma all'interno. Soltanto un bimbo su cinque, nel 2007, ha trovato genitori, amore e casa, e soltanto una coppia su cinque è riuscita ad abbracciare un nuovo figlio. Per ventidue bambine cinesi che all'inizio del 2009 entreranno, felicemente, nel nostro Paese, ci sono 600 minori bielorussi bloccati nei loro internat. Può accadere infatti, ed è già accaduto con la Romania, che nel percorso a ostacoli dell'adozione quel bimbo già conosciuto e di certo già amato, d'un tratto diventi ostaggio di giochi politici, di prove di forza tra Paesi, e il suo destino resti impigliato nel futuro "senza", nell'avvenire spesso opaco di chi cresce senza mamma e papà.
Eppure in gran parte del mondo gli orfanotrofi sono pieni, i numeri dell'infanzia abbandonata crescono, e anche in Italia esiste un congruo numero di minori in istituto dichiarati "non adottabili" in base alle norme attuali, ma che di certo avrebbero bisogno di una famiglia. Ventiseimila bambini e ragazzi, secondo le statistiche dell'Istituto degli Innocenti di Firenze,massimo organo di osservazione dell'infanzia in Italia. Per la gran parte di loro però il futuro ha il colore grigio dell'incertezza: la legge sulle adozioni privilegia come principio il "legame di sangue" con la famiglia di origine, per quanto dissestata essa sia. Così a volte, accusano molte associazioni che chiedono la revisione della legge, bastano le sporadiche visite di un parente, e i tempi distratti della giustizia, perché un minore resti sine die in una casa famiglia, senza che possa essere dichiarato lo stato di abbandono che porta all'adottabilità. Ricordando però che in questo numero,forse sottostimato, ci sono anche i "figli" che nessuno vuole: bimbi portatori di handicap, ragazzi e ragazze più grandi con storie pesanti, amare, difficili.
E il futuro sarà peggiore: aumenteranno le domande, diminuiranno i bambini. Milena Santerini è ordinario di Pedagogia generale all'università Cattolica di Milano e responsabile delle adozioni in Asia per la Comunità di Sant'Egidio. "Il blocco c'è, è inutile negarlo, e i fattori che lo hanno determinato sono molteplici. Da una parte c'è l'enorme aumento delle domande, che corre in parallelo alla crescita del problema dell'infertilità nel nostro Paese, ma è anche lo specchio di una maggiore apertura culturale verso l'adozione internazionale Dall'altra, invece, c'è una tendenza dei Paesi da cui finora sono arrivati i bambini, l'Europa dell'Est, il Sudamerica e l'Asia a chiudere le proprie frontiere". "In alcuni casi - chiarisce Santerini - perché effettivamente le condizioni di quei Paesi sono migliorate, penso alla Thailandia, all'India, dove le adozioni nazionali sono diventate una realtà. In altri casi perché, per ragioni di immagine, gli Stati cercano di nascondere quali siano le reali condizioni dell'infanzia ostacolando l'adozione". Oppure, ed è la situazione dell'Africa, a fronte di milioni di bambini affamati, non esistono i "canali" perché l'adozione si compia: tribunali per i minori, leggi, strutture. "Infatti - conclude Santerini - non credo sia utile adesso allargare i margini per poter presentare le domande di adozione, come ad esempio portare a 50 anni i limiti di età: si allargherebbe soltanto l'insoddisfazione delle coppie".
A questo si aggiunge, come spiega Melita Cavallo, giudice minorile ed ex presidente della commissione adozioni internazionali, "una mancanza di politica estera che sostenga gli enti nel loro lavoro, con il risultato che altri Paesi più forti e più ricchi riescono a fare molte più adozioni". "L'Italia — aggiunge senza mezzi termini— non fa abbastanza, né in termini di progetti di solidarietà, né per sveltire le procedure italiane. Oggi, ad esempio, il percorso sia nazionale che internazionale è unico, con il risultato che i tribunali scoppiano di domande. I due iter invece dovrebbero essere differenziati, in modo che le pratiche non si sovrappongano, e si dovrebbe puntare a una maggiore professionalità dei servizi sociali. Per quanto riguarda i minori nei nostri istituti, è vero, ci sarebbero forse più bambini che potrebbero essere dati in adozione, ma il problema non è la legge, che è una buona legge perché cerca di recuperare fino in fondo il legame con i genitori biologici, tenendo conto che spesso le situazioni di disagio derivano dalla povertà. Il punto è l'applicazione della legge, spesso disattesa, e quindi i ragazzi restano lì, in attesa di una sentenza..."
Ed è appunto di questo tempo "non tempo", del limbo della vita in istituto, che si è tornato a parlare con forza oggi in Italia, mentre tutto il meccanismo dell'adozione, in virtù di ombre e luci (le luci di Paesi dove le condizioni vita sono migliorate, e le ombre invece di Stati che speculano sull'infanzia abbandonata), sembra essere arrivato ad un punto di crisi profonda. "Nel 2007 - dice Raffaella Bregliosco dell'Istituto degli Innocenti - le adozioni internazionali sono state 3.420, ma gli enti segnacriteri lano un blocco più o meno da tutti i Paesi del mondo. Sono invece 981 i bambini nati nel nostro Paese diventati figli di coppie italiane, secondo le ultime statistiche. Un numero più o meno costante, mentre sono le domande che continuano a crescere, fino alle ventimila nel 2007". Bilancio che risulterà ancora più alto quando si farà il conteggio delle pratiche del 2008. Un dato a cui il sottosegretario Carlo Giovanardi, presidente della Commissione adozioni internazionali, risponde ricordando che, seppure lievemente, anche l'esercito "dei bimbi arrivati aumenta, che l'Italia nei Paesi in cui si adotta è in concorrenza con nazioni forti come la Francia o la Germania, e che qui ci muoviamo sugli stretti parametri della convenzione dell'Aja, cercando cioè di evitare ogni abuso nell'accertamento dello stato di abbandono dei minori da adottare".
"I tuoi figli non sono figli tuoi/sono i figli e le figlie della vita stessa... Sono vicini a te ma non sono cosa tua... Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani...". Così scriveva Kahlil Gibran, poeta e pensatore arabo, con parole spesso utilizzate per descrivere il senso più alto dell'adozione, cioè dare una famiglia a un bambino. "Quello che chiediamo - dice Gabriele Felice di "Nuove Frontiere", onlus attivissima che ha iniziato a raccogliere firme di parlamentari affinché vengano rivisti i parametri della legge - è il ripensamento dei segnacriteri che portano al mantenimento o al decadimento della patria potestà". Un tema delicatissimo che però inizia a trovare qualche apertura. Francesco Paolo Occhiogrosso, presidente del tribunale dei minori di Bari, è autore della formula dell'adozione "mite", ossia la trasformazione di quegli affidi familiari dove non esiste alcun margine reale di rientro in famiglia (e sono oltre il 50%) in adozioni "speciali", in cui i ragazzi hanno dei nuovi genitori pur mantenendo legami con il nucleo d'origine.
"Per superare veramente il problema dell'istituto, sarebbe necessaria una giurisdizione più ampia della Cassazione sul diritto di sangue: spesso accade invece che i tribunali minorili dichiarino l'adottabilità del minore e la Suprema Corte la revochi, riportando così il bambino in istituto, o peggio in una famiglia d'origine non adatta ad allevarlo". Sulla stessa linea lo psicologo Marco Chistolini, una lunga esperienza tra adozioni e affidi. "In Italia c'è sicuramente un numero di domande assai più ampio dei bimbi disponibili. Eppure ci sono minori che potrebbero essere adottati, e invece restano in affidi familiari sine die o in istituto. Esiste infatti a tutti i livelli, sia da parte degli operatori che dei giudici, un eccessivo garantismo sul concetto del legame di sangue. Togliere una patria potestà, così come lavorare sulla famiglia d'origine, richiede impegno, volontà, mezzi: tutte strutture di cui la giustizia minorile è drammaticamente carente".
Così, nell'attesa, ragazzi e bambini restano lì, senza sapere cosa li attende, senza sapere se mai, anche a loro, spetterà il diritto ad avere una famiglia.
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Alla c.a. di Maria Novella De Luca,
in relazione al suo articolo "Adozioni ormai impossibili"
del 29 dicembre 2008
Le invio la copia della mia “LETTERA PER SEI BAMBINE”, scritta nel 2002, ma… ancora molto attuale per me.
La indirizzai a Carla Forcolin che aveva appena pubblicato un libro sulle adozioni, un libro denuncia su adozioni fallite e gestite malissimo dagli organi competenti.
Mi scuso per la lunghezza del testo, ma considerando che, racconto la nostra esperienza con sei bambine, in un “viaggio” fra adozione/preadozione/affido, abbreviarla vorrebbe dire snaturare e rendere incompleti gli eventi.
Gentilissima dottoressa,
non so perché le scrivo e neppure so perché ieri, vedendo il suo libro "I FIGLI CHE ASPETTANO", fra gli scaffali in libreria, mi sia venuto il desiderio di leggerlo… eppure circa un anno fa mi ero ripromessa di “chiudere per sempre il capitolo adozioni” nella mia vita! Un capitolo talmente doloroso e straziante che probabilmente anche la mia salute fisica e mentale ne ha subito le conseguenze.
Le dico questo senza false reticenze, sinceramente e con consapevolezza… sono stata e sto male dentro e fuori. La depressione e/o la tristezza riempie le mie giornate vuote. La malattia (a gennaio sono stata operata di tumore maligno all’utero) mi ha ancora di più convinto sulla teoria che vede anche nelle malattie oncologiche, una componente psicosomatica; non a caso, anche la mia dottoressa (omeopata antroposofica), mi ha parlato in questo senso, definendo e paragonando il mio flusso mestruale emorragico pre-intervento ad una “perdita” materializzata, come una maternità “strappata” e “lacerata”… nel dolore e nel lutto.
Lutto… sì lutto… e non esagero a definire tale la mia esperienza con l’universo adozioni, preadozioni ed affidi! Sono ormai sei le bimbe che, come fantasmi, si aggirano per casa mia con i loro ricordi e con il gran senso di vuoto che hanno lasciato.
La prima in assoluto: Antonella… la mia prima figlia adottiva! Adottata nel ’95 all’età di 6 anni, malata di leucemia da quando ne aveva 3; era passata attraverso situazioni drammatiche di adeguate cure non ricevute, percosse e abusi.
Dei tre anni passati con noi… un ricordo dolcissimo e straziante, 5 ricadute e 2 trapianti di midollo osseo per poi “perderla” in modo atroce: uno scempio della malattia sul suo piccolo corpo. Era il 5 gennaio ’98… il 23 gennaio avrebbe compiuto 9 anni.
La seconda, Valeria, sorella maggiore di Antonella… mai conosciuta, ma amata attraverso i racconti e le nostalgie della nostra bambina! E poi una letterina, scritta da Antonella per lei e consegnata a me, come un testamento morale! Ma di questa ragazzina ho perso le tracce (di altri 3 fratellini conosco le rispettive famiglie adottive e siamo in contatto), nonostante abbiamo fatto specifica richiesta in merito al Tribunale dei Minori competente per il territorio, offrendo la nostra disponibilità a curarci di lei nel caso fosse (come ventilato) in istituto. Niente, un muro di pietra, nessuna informazione solo un laconico “il fascicolo è chiuso!”…. nessuna disponibilità a rassicurarci perlomeno, eppure… quando abbiamo dato la nostra disponibilità per Antonella (rispondendo ad un appello lanciato da giornali e televisioni a livello nazionale), erano tutti molto disponibili nei nostri confronti, che strano e repentino cambiamento “dopo”… che strana sensazione di essere stati strumentalizzati!!!
La terza e la quarta: due sorelle preadolescenti rom… con alle spalle una situazione familiare ancora più pesante della precedente! Il nostro percorso d’affido preadottivo inizia ad ottobre del 2000, (avevamo ripresentato la domanda d’adozione dopo circa un anno dalla morte della nostra bimba), ci vengono proposte dicendo: “Abbiamo pensato a voi perché il dolore rafforza e visto quello che avete passato, certamente siete forti! E in questa storia, ci vuole molta forza!”
Il cammino, infatti, si preannuncia pieno d’ostacoli, ma proseguiamo… decidiamo che vogliamo andare avanti e teniamo duro. Passano alcuni mesi di contatti con le ragazzine, sentiamo che possiamo farcela, ma… le istituzioni latitano! Non veniamo seguiti come vorremmo e come dovrebbe essere, infatti, anche i nostri servizi qui a Como rimangono sconcertati dalle lacune e dalle inadempienze dei colleghi operatori che seguono le sorelline.
Oggi ho riletto i miei appunti scritti all’epoca, quasi un diario, scritti per “focalizzare meglio e fissare” la situazione: allucinante! E, infatti, in maniera allucinante, la situazione precipita… gli operatori giocano a scaricabarile, cercano di addossarsi a vicenda tra loro la responsabilità di quello che si preannuncia un fallimento, noi assicuriamo che vogliamo andare avanti ma che vogliamo maggiore assistenza (premessa: le ragazzine erano stata preparate solo per un affido, ma nelle more del processo ai genitori ed al loro clan, si era deciso per l’adozione… ma, non erano pronte!).
Abbiamo chiesto di avere come nostro riferimento l’assistente sociale e la psicologa dell’Ufficio Affidi qui di Como, che ci conoscono e con cui abbiamo un ottimo dialogo, c’è stato risposto che la normativa prevede la “presa in carica” dei servizi “solo dopo l’ingresso in famiglia”! Ma noi avevamo bisogno di confrontarci e capire alcune cose “prima”… insistiamo e, finalmente ci viene concesso. Si fissa la data dell’incontro fra tutti: operatori delle ragazzine, operatori nostri e noi… “bene, s’inizia a lavorare concretamente”… pensiamo noi!
Ma, purtroppo, il giudice onorario ci convoca per il pomeriggio del giorno precedente l’incontro, cerchiamo di far posticipare la convocazione, spiegando che era importante prima fare in punto della situazione: nulla, irremovibile! Ci presentiamo e con enorme sorpresa… veniamo messi con le spalle al muro… ci accusa d’inadempienze… sostiene che abbiamo sbagliato… sentiamo che tutte quelle cose che gli operatori si erano scaricate addosso “sparlando” fra di loro (con tanta poca professionalità), adesso sono addebitate a noi: tutto è dipeso da noi e per cui… aut aut… prendere o lasciare? Ci lasciava qualche ora per decidere, per il pomeriggio voleva una risposta: o sì o no… indipendentemente dal fatto che noi ci stavamo organizzando per proseguire al meglio, contando molto sulla svolta che ci sarebbe stata dalla riunione con tutti gli operatori! Decidiamo di giocare la carta della provocazione, pensiamo che dicendo “no, ci ritiriamo” al giudice onorario, egli prendesse in mano la situazione accertando le reali responsabilità, tentando di recuperare e ricucire lo strappo: … sbagliato, lui s’inalbera, velatamente minaccia ritorsioni e chiude dicendo di interrompere immediatamente le visite in istituto e che anzi, le ragazzine, saranno spostate!
Due settimane dopo, ci viene consegnata la cameretta nuova che avevamo già ordinato, bianca con inserti blu-avio, completa d’armadi, scrivanie, cassettiere e …due letti gemelli! Quante “mamme”… possono raccontare di aver pulito la cameretta nuova… fra le lacrime?!?
E a voi ragazzine? A voi cosa hanno raccontato? Come vi hanno giustificato questo nuovo “tradimento” da parte degli adulti? Dove siete, come state? Hanno trovato per voi una famiglia pronta ad accogliervi come lo eravamo noi?… Noi non vi abbiamo mentito… tutto quello che vi avevamo detto od augurato era vero… anche la cameretta nuova, che con tanto entusiasmo vi avevamo descritto è arrivata, ma voi non l’avete vista e… adesso quando la guardo io… vi penso!
La quinta e la sesta, altre due sorelle. Una bimba di 8 anni, genitori separati, mamma malata cronica psichiatrica, il Tribunale ha respinto la richiesta di stato d’adottabilità proposta dall’Ufficio Tutele, incurante del fatto che la bimba presenti leggeri deficit intellettivi e problemi d’inserimento a scuola con gli altri bambini; nonostante, inoltre, che la sorella maggiore di 16 anni, seriamente compromessa dalla coabitazione con la madre, deve entrare in comunità psichiatrica per un periodo d’osservazione e terapia.
L’Ufficio Tutele ci contatta, due mesi dopo il fallimento dell’adozione precedente, per un affido a tempo parziale; nonostante non avessimo mai presentato domanda ma, proprio per la considerazione e la stima che hanno in noi!
C’informano che, comunque, è stata ripresentata domanda d’affido a tempo pieno (che la famiglia non si è opposta) e, viste le premesse, il Tribunale dovrà dare per forza di cose parere favorevole in tal senso; per cui, anche se la bimba non potrà mai essere adottata, l’avremmo cresciuta noi!
Decidiamo di rimetterci in gioco ed iniziamo a seguire la bambina: dolcissima ed affettuosa, trascurata nell’aspetto e nell’igiene, quasi completamente priva dei normali stimoli creativi dei bambini della sua età. Alcuni esempi: l’unico gioco sempre richiesto era “rubamazzetto”, accettava a fatica nuovi giochi (poi però apprendeva e si divertiva), non conosceva la favola di Pinocchio, con la mamma a casa guardava sempre e solo cartoni animati nipponici e telenovele, la visione dei film classici d’animazione l’annoiavano!
Conosciamo anche i componenti della sua famiglia… mi riconfronto “molto a disagio” con i problemi di malattia mentale (fino a qualche anno fa ero il curatore di mio cognato, disabile mentale dalla nascita). Conosco anche la sorella di 16 anni, pochi giorni prima il suo ingresso in comunità… una bella “bambola”, bionda con i capelli lunghi ma… “gonfia” di psicofarmaci!!!
Ne rimango turbata, andandomene, scendo le scale di casa loro e mi sorprende un giramento di testa… mi sorreggo al corrimano: mi rendo conto che il mio, non è un semplice malore fisico! La ragazza mi ha molto colpito ed, infatti, dopo aver parlato con mio marito, il giorno successivo chiedo alla psicologa dell’Ufficio Tutele, quale sarà il suo destino, se sarà recuperabile e comunque offro la disponibilità, ove occorresse, di farci carico anche di lei in futuro!
Proseguiamo con la piccola (siamo ad agosto 2001), pomeriggi insieme e poi anche un week-end insieme nella nostra casa in campagna, ma… incomincio a cedere io… non sto bene fisicamente, il ciclo ormai si prolunga quasi 3 settimane su 4, la bambina si attacca sempre più “morbosamente” a me, rifiutando mio marito: lei non è abituata a giocare con il suo papà, per cui gioca con mio marito solo se siamo tutti e tre, loro due da soli… no! Nel week-end sto male… al pomeriggio devo mettermi a letto per il mal di testa, il sabato lei viene nel lettone con me ma non dorme ed io sto peggio, la domenica pomeriggio m’impunto perché lei rimanga a giocare in giardino con mio marito e lei… si fa venire mal di pancia e piange… piange… oddio quanto piange!!!…
Mi ricorda troppo.. altri mal di pancia… molto più dolorosi, strazianti e principalmente “veri”…. nooooooo … non posso farmi prendere dai ricordi, non posso fare paragoni… queste sono due storie diverse… le protagoniste “sono” due bimbe diverse, ma… entrambe con diritti!!…
Ecco i sensi di colpa… mi sento inadeguata… improvvisamente sento di stare male “molto” di più… e di essere “invecchiata”… di non essere più all’altezza per essere una brava mamma ma… desidero “solo” di pensare a me stessa!
L’indomani telefono alla psicologa, le dico che mi arrendo, ma che… rinunciando a quest’affido… rinuncio definitivamente anche a ripresentare domanda d’adozione, perché ora sono io a non sentirmi più idonea, la bimba era perfetta… stimolante com’esperienza e, probabilmente, avrebbe dato degli ottimi risultati (dietro consiglio della dottoressa, chiamerò la bimba e le dirò che il mio papà anziano e costretto sulla sedia a rotelle, che la bimba ha conosciuto, ha bisogno di me e per cui non posso più seguire lei).
Però, prima di chiudere la telefonata con la psicologa, le comunico di aver fissato già l’appuntamento con il ginecologo… non voglio che la mia salute sia solo un pretesto!
Così in autunno, dopo la non rassicurante visita, iniziano gli accertamenti e… scopro di dover essere operata.
Grazie piccola… tu, senza saperlo, mi hai probabilmente salvata… chissà quanto tempo ancora avrei aspettato per farmi visitare… sai, a volte, noi grandi stupidamente ci trascuriamo!
E tu?… come stai?… a Natale ho telefonato alla tua psicologa, mi ha detto che le cose non andavano bene, che non avevano trovato un’altra famiglia idonea, che eri peggiorata a scuola, che le maestre oltre a scriverti sul diario “devo lavarmi perché puzzo”… avevano anche chiesto all’assistente sociale che fine avevo fatto io… poiché tu, entusiasticamente raccontavi in classe le belle cose che facevamo insieme!
E tua sorella?… è uscita dalla comunità?… come sta?… un bacione a tutte e due!!! Vi penso!
Ecco… ho finito, ma, avrei ancora moltissimo da dirle… e adesso so anche perché le ho scritto… avevo bisogno di sfogarmi… e la ringrazio per questo!!!
Domani inizierò a leggere il suo libro… spero mi sia altrettanto utile!
Del resto a cosa potrei sperare di più? Ho voglia di urlare il mio dolore… mi sento tradita… ci sono giornate che sto meglio, ma altre che i pensieri ed i ricordi mi assalgono e penso di essere stata usata… e con me mio marito… che adesso si trova vicino una moglie ben diversa da quella che era alcuni anni fa… molto più debole e depressa.
Della forza interiore di un tempo, mi rimane solo a sprazzi un desiderio che assomiglia molto, purtroppo, alla “vendetta”… mi sono detta tante volte… “reagisci” scrivi un libro-denuncia… ma, a che pro? A chi potrebbe interessare?
E poi?… la privacy delle ragazzine in questione? La mia Antonella è stata già fin troppo sui giornali e le altre due sorelle rom?… anche la loro storia purtroppo!
E la sorellina di Antonella?… prima o poi riuscirò a sapere come sta e dov’è? Riuscirò a farmi chiamare “almeno” zia anche da lei, come già fanno gli altri fratellini?
In conclusione, posso dire che una cosa è certa: come in tutti gli ambiti lavorativi, anche tra gli addetti che operano nel settore delle adozioni e degli affidi, c’è chi lavora bene e chi lavora male… però quest’ultimi non realizzano che il loro “lavorare male” ed il loro “potere”, può avere degli effetti devastanti, sia nei confronti delle coppie e sia, principalmente, nei confronti dei minori, il cui destino è a loro affidato!
Una sola ed unica certezza...
tutto quello che ho fatto anzi, che abbiamo fatto, lo rifarei e lo rifaremmo ancora… le parole di Antonella risuonano ancora nella mia mente, dolcemente e purtroppo, nostalgicamente: “…che bella mamma che mi sono trovata!”
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EPILOGO
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Quanta gente sconosce il "problema"... di figli naturali... di percorsi di adozioni... perchè si sceglie di fare figli... o perchè si sceglie di adottarne?!?
Mio marito ed io non abbiamo figli... ai "tempi" non arrivavano spontaneamente e noi non ci preoccupammo neppure di iniziare un percorso "di inseminazione assistita" (che sicuramente avrebbe dato dei buoni esiti)... ci dicemmo:
"Se non viene spontaneamente... amen... gli istituti sono pieni di bambini abbandonati che aspettano due genitori... che aspettano una mamma che non li ha "fatti" con la pancia ma, con il cuore...".
E qui, iniziò il nostro percorso impervio di adozione... fatto di colloqui e ricolloqui... carte e cartacce... aspettammo 4 anni... invano!!!
E così, ritorniamo al "PROLOGO"...
Leggemmo sui giornali e seguimmo in televisione la triste storia e l'appello che venne diffuso per Lei... la tenera ed indifesa "cucciola" di 6 anni malata... la chiedemmo in adozione... e, nonostante avessimo dato, nei 4 anni di attesa (ai tempi non abitavamo ancora a Como, ma a Milano), un'impressione negativa agli operatori (lo scoprimmo in seguito)... ci venne "data immediatamente"... nascondendoci anche particolari estremamente importanti sulla sua vita!!!
Oggi "avrebbe" 20 anni, sarebbe bellissima ed intelligente e... principalmente... viva!
Il mondo delle adozioni è un mondo pazzesco...
Proprio oggi, nell'11° anniversarsario della scomparsa della nostra Antonella...
"Voglio"... finalmente esternare la mia rabbia interiore, utilizzando questo mio sito cinofilo, come se fosse un blog... almeno il "mio" silenzio" (che mi fa stare male) avrà una "voce"... che mi farà "sfogare" e "tirare fuori" quello che ho ancora dentro! Infatti, dubito che il commento inviato alla giornalista (che ha scritto l'articolo di cui sopra), per problemi di "lunghezza" del testo, sarà pubblicato!
"Voglio" anche ricordarla... con tanto, tanto e tanto Amore che... nonostante il tempo che passa... rimane immutato!
5 gennaio 2009
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TESTIMONIANZE DI SOLIDARIETA' ED AFFETTO
grazie di cuore amici... del web!!!
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Buon pomeriggio, sono arrivata al suo sito cercando notizie sui westy e curiosando in giro ho trovato gli altri argomenti.
Sono rimasta molto colpita dalla storia di sua figlia e ho letto con grande attenzione anche gli articoli relativi agli affidi e alle adozioni.
Con questa mia lettera volevo abbracciarla virtualmente per quello che ha fatto per la bambina, facendole vivere degli anni pieni di amore e di gioia. Prendere in affido o adottare bambini con problemi credo che sia la forma piu' grande di amore che esista, che richiede una generosita' ed un'apertura non comuni.
Io, personalmente non credo di essere in grado di affrontare una cosa simile. Ma ammiro le persone come lei e mi vergogno della mia vigliaccheria. Un abbraccio immenso.
Silvia Grandi (Bologna) 13 ottobre 2009
Cara Silvia, scusa se ti rispondo in ritardo, ma... non sempre è facile rispondere a frasi "toste" come le tue... forse, guardandoci negli occhi e parlando a cuore aperto, mi sarebbe molto più semplice spiegarti perchè non è giusto sentirsi "vigliacchi" ed è ancora più sbagliato considerarsi degli... eroi!
Per tutto il resto... grazie, grazie e grazie ancora!!!
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Carissima Licia, ti ricordi sono la tata di Morfeo, ti avevo scritto già alcuni messaggi per i tuoi cuccioli meravigliosi, per alcuni consigli, per la voglia che avevo di avere un altro pelosetto ma non è questo il problema e... non è questo il motivo per cui ti scrivo.
Sono una vera imbecillotta, superficiale e poco sensibile..... il tuo sito mi piace lo seguo è tra i miei preferiti guardo sempre se hai fatto aggiornamenti........ ma io ti giuro che solo oggi pomeriggio ho letto la pagina dedicata alla memoria di Antonella e la sezione nella quale descrivi la storia triste tua e di tuo marito nella ricerca di dare amore e una vita serena a bambini.... che ne avrebbero il sacrosanto diritto.
Io mi scuso con te per non aver conosciuto prima la tua storia, mi sono tanto commossa ed ancora lo sono, vorrei dirti tante cose ma forse sembrerebbero solo scontate e nel parlare dell'amore invece niente deve essere scontato, ed allora io e Morfeo mandiamo un grosso bacio a te a tuo marito ed ai tuoi pelosini.
Antonella Bartalucci (Grosseto) 10 febbraio 2009
Cara Antonella... come potrei dimenticarmi di te... hai un bellissimo nome!!! Stai tranquilla e serena... come già ho spiegato nella mail sotto... sono stata io a non voler far "apparire" subito la mia storia... ci tenevo ad inserirla, ma... il pudore mi frenava a "metterla" troppo in evidenza! Oggi invece... "sentendovi" in tanti e "sentendovi" sempre più vicini in questa nostra amicizia virtuale... ho voluto condividere con voi, anche questa "parte" di me e ne sono felice! Grazie!
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Ciao Licia, grazie mille per le tue risposte è bello riceverle, mi rendono felice.
Ti scrivo oggi per scusarmi con te, perchè quando ti ho scritto non avevo ancora approfondito le voci del tuo sito e un giorno, sono arrivata a leggere DI TUTTO UN PO, sono rimasta di sasso.
Sento quindi la necessità di scusarmi per aver pensato che la tua malinconia fosse veramente solo legata ad una stagione dell'anno, sono stata superficiale, perdonami. Ne hai passati di periodi brutti, posso solo immaginare la sofferenza, ma hai un cuore grande grande e generoso. Vorrei saperti dire tante belle parole, per esprimere quello che provo, ammirazione, forza, generosità, umanità e tanto altro, sono sicuramente le tue caratteristiche e grandi punti di forza, ma non sono brava, accettale così se puoi. Siamo in tanti a volerti bene, anche se solo attraverso il pc, per il momento... Ora ti saluto, visto che mi sono dilungata come al solito , un abbraccio a voi e tante grattatine ai pelosini ciao. Scusami ancora.
Daniela Guerra (Trento) 6 febbraio 2009
Carissima... anche tu non devi scusarti di nulla! La pagina "Ad Memoriam" di Antonella, era da più di un anno che "stava" nel sito, ma... per una forma di "pudore" personale, l'avevo "nascosta" un po'... non era volutamente facilmente "raggiungibile... infatti, ci si accedeve dalla gif dell'arcobaleno inserita nella pagina "I miei vecchi amici pelosi", oppure dalla mappa... ma, poteva "sfuggire"!!!
Anche nella pagina di "Presentazione"... dico e non dico... quando la scrissi, cercai di "calibrare" le parole!!!
Solo dopo aver inserito anche la pagina sulle "adozioni e gli affidi"... mi sono "liberata" dal desiderio di "urlare" il dolore che è ancora in me... per come le istituzioni ci hanno "trattato" e per quanto male ci è stato inferto... aggiungendo dolore al dolore!
Il tutto è partito dal mio desiderio di sfogarmi completamente... e "solo" con voi mi è possibile farlo... cari amici "virtuali"... nella realtà è molto più difficile... per parenti ed amici "reali" è più semplice e facile continuare a dirmi... dai Licia ormai devi guardare avanti e non pensare più al passato!
Peccato che... questa frase mi è stata detta la prima volta... già a poche ore del funerale!!!
Comunque, per lo stesso "pudore" di cui accennavo sopra... oggi ho deciso che queste preziose vostre testimonianze di solidarietà... stiano in questa pagina... per non "invadere e monopolizzare" troppo le pagine dedicate ai nostri amici pelosi! Chi, desidererà "arrivarci"... sarà liberò di leggere o di chiudere... e sara libero di partecipare o meno... senza sentirsi in colpa se, dentro di sè non troverà quelle che riterrà... le parole "giuste"!!!
Un abbraccio.
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Cara Licia, ho letto nel sito la tua storia. Ti dico solo che al mondo esistono persone speciali che vivono in un mondo parallelo che gli altri non comprendono. Se il mondo fosse veramente come lo vediamo noi non succederebbe quello che racconti, il mondo e la vita sarebbero certamente migliori. Purtroppo non è così, i bambini sono i primi a patire per l'insensibilità del mondo. Mio marito dice che devo smettere di vivere nel mio mondo e affrontare la realtà, ma io credo nel futuro e credo che qualcosa cambierà. La depressione la conosco bene, mia madre ne ha sofferto per anni, aveva paura addirittura di uscire di casa, poi ha trovato in se stessa la forza e ne è uscita.
Finchè c'è qualcosa in cui credere si può andare avanti, tu dai la felicità con i tuoi cuccioli, cosa c'è di più bello? Mi auguro davvero che il tuo mondo e il mio un giorno possano davvero esistere. Un abbraccio.
Sabrina (Caravaggio - BG) 2 febbraio 2009
Grazie per "tutto"!!! Speriamolo veramente!
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Ti ringrazio... scusa se ti do del tu... di questo sito... utile ma anche divertente....
Oggi devo dire mi hai fatto commuovere perchè sono entrata nello spazio dedicato ad Antonella... io è da poco che ti ho scoperta e non mi aspettavo tutto questo. Sembra banale ma ti sono vicina.... ho provato un dolore difficile da scrivere.. anch'io sono mamma e questi tipi di dolori sono incolmabili... non so nemmeno cosa scriverti.... mi dispiace.. mi dispiace.. ai bambini non dovrebbero capitare queste crudeltà... lo so che non hai bisogno delle mie parole, è forse più un bisogno mio... l'unica cosa che ti posso dire è che Antonella è stata fortunata ad avere voi come genitori e voi siete stati fortunati a conoscere un angelo.... un forte abbraccio...
Giusy Dal Molin (località non indicata) 21 gennaio 2009
Grazie Giusy... ti "sento" molto vicina e ti ringrazio di cuore! Non è vero che non ho bisogno delle tue parole... anzi è proprio l'incontrario!
Antonella è mancata pochi mesi prima del nostro trasloco da Milano a Como e, di conseguenza, nell'elaborazione del mio lutto... non ho neppure provato a fare conoscenze ed amicizie nuove!
Nei primi anni, la chat mi ha aiutato moltissimo... ho trovato degli amici splendidi (alcuni, li abbiamo anche conosciuti di persona)... poi è "arrivato" il sito ed anche qui, sto trovando delle persone straordinarie!!!
In alternativa... mi sarei vissuta 10 di "solitudine"...
Grazie di nuovo, quindi, della possibilità di "usare" il mio sito un po' anche come un mio blog e di... "sentire" le vostre voci... estremamente vicine e di conforto!
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Scusa... per la mia insensibilità, per mancanza di tempo ho visitato il tuo sito un po’ superficialmente, non avevo visto le nuove cose aggiunte e in particolare la dolcissima pagina, dedicata ad Antonella, scusami ancora, mi spiace che tu stia male, veramente! Ed io che ti ho inviato una mail con delle ca….z..te, tutte le parole che potrò dirti non serviranno a lenire il tuo dolore e il tuo stato, ma comunque cerca di farti coraggio, dai fra poco forse diventerai nuovamente “nonna “!
Ti confesserò anche un’altra cosa, mi piacerebbe che Luca fosse il papi dei cuccioli di Melody (sempre se tu sei disponibile) e stavo pensando che al prossimo calore (che sarà in estate) mi piacerebbe passare qualche giorno sul lago e vedere se arriva la cicogna. Vedremo come si potrà fare. Ciao e un abbraccione forte forte
Marina Lombardi (La Spezia) 16 gennaio 2009
Cara Marina, non devi scusarti di nulla... figurati!!! Il sito è molto vasto, qualcosa può sfuggire... e, ormai, vi sento come amici per me... avevo bisogno di sfogarmi un po' anch'io!!! Grazie per le belle parole... TVB!!!
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Ciao Licia come già detto visito il tuo sito molto spesso e questo pomeriggio guardavo se la "pentola si era scoperchiata".
Ho visto il riferimento ad Antonella e sono andata a leggere la pagina a Lei dedicata...... mi hai fatto piangere!!!
Non aggiungo altro........ se non la promessa di scriverti ancora. Affettuosi saluti.
Stefania Nidiaci (Poggibonsi - SI) 23 settembre 2008
Grazie e... un "abbraccio"!!!
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Ciao, una ragazza di 20 anni amante degli animali e in particolare di ogni quadrupede che abbaia. Ho navigato nel tuo sito (a dir la verità lo faccio da un po ma non ho ancora avuto l'opportunità di visitarlo tutto) e devo dire che Lilly Lalla e Luca sono tre spendidi Westie.
Piccola parentesi, ho letto anche la storia della tua piccola Antonella che ora avrebbe un anno meno di me e mi sono commossa. Io sono dell'idea che le cose succedano per un determinato motivo ma no ho saputo neanche minimamente immaginare perchè possa essere accaduto tutto questo ad una bambina così stupenda che aveva imparato l'amore per gli animali e che era così amata tanto dai suoi genitori. Mi dispiace davvero.
Giorgia Veggian (Milano) 22 giugno 2008
Grazie per i complimenti, ma... principalmente per le belle parole per la mia bambina! smack
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Salve! So che lei ha un allevamento di cani.. ho diversi cani e gatti (+ di 60) che ne direbbe di prendersene qualcuno??.... diciamo na' ventina... (in regalo!! glieli porto a domicilio) hahahhah
Ciao bella da quanto tempo! Scusa se sono sparito cerchero' di recuperare il tempo perduto prima o poi.
Complimenti per il sito è molto carino. Ciao a presto smack
Fabio (località non indicata) 18 giugno 2008
Fabioooo....... cattivooo... appena ho iniziato a leggere la tua mail, mi stavo già arrabbiando... tra tutte le mail assurde che sto ricevendo in questo periodo... la TUA mi sembrava LA PIU' ASSURDA!!! Per fortuna che ti sei fatto "riconoscere" in tempo... altrimenti ti "sparavo" via mail! heheheheh.....
Aspetta, scusa, spiego agli amici del mio sito chi sei per me.... dunque, negli anni 2001/2003... anni in cui ero molto in crisi e "sola" (mio marito, per lavoro stava fuori tutto il giorno)... iniziai a chattare con "yahoo" e conobbi (anche di persona, durante dei simpatici raduni)... parecchi amici che mi "diedero una mano" a sentirmi "meno sola"!
Tra questi c'era il caro Fabio che, per la sua l'età, potrebbe essere mio figlio... e con lui ho trascorso numerosissime ore nelle "sale gioco di yahoo"... in particolare quelle di "biliardo"... è stato un maestro insuperabile e ci divertivamo tantissimo! Partite interminabili fino a notte fonda!!!
Pensate, anche quando fui operata nel 2002, portai il portatile in ospedale e, facendomi fare una "connessione a pagamento"... riuscivo a connettermi con gli amici e tenerli aggiornati sulle mie condizioni di salute... per me era un po' come avere in forma "virtuale" ... una visita parenti!!! Grande!
Ohh... Fabio che piacere leggerti... dai dai scrivimi tutto di te... come stai, cosa fai?
Sei un ragazzo in gamba e meriti il "meglio" dalla vita! Grazie-grazie-grazie e smackkkk
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Cara Licia, abbiamo ammirato le foto dei meravigliosi nuovi arrivati, e facciamo a tutti un mare di auguri, compresi i futuri fortunati proprietari di quelle bellezze!
Abbiamo anche capito, leggendo le varie mail, che la vita ti ha messo duramente alla prova... ma abbiamo capito anche che sei una persona piena di risorse e di capacità di amare, e l'amore, anche quello che diamo ai nostri pelosi amici, westie o no che siano, è il motore principale che ci consente di andare avanti in questo mondo.
A questo proposito, e pensando al Ponte dell'Arcobaleno che ognuno di noi si porta dentro, ci fa piacere mandarti un articolo uscito nel 2005 su Repubblica, che abbiamo conservato perchè in maniera semplice, per niente enfatica, ma proprio per questo straordinariamente commovente, parla di questo incredibile amore che ci lega ai nostri pelosoni... se credi, potresti pubblicarlo nel sito. Un forte abbraccio da tutti noi, e alla prossima, magari con qualche foto di Cicolo, per farti vedere come cresce bene... con le recchie ormai dritte! Ciao!
Massimo e Francesca (Napoli) 13 maggio 2008
Grazie di "tutto" ad entrambi... è bello "sentirvi" vicini!!!
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Cara Licia, ieri sera per la prima volta ho visto il tuo bellissimo sito. Ti faccio i miei complimenti, è fatto benissimo, è completo e molto chiaro.
Ci ha commosso tanto la storia della tua piccola Antonella ed anche se io e mio marito purtroppo fin'ora non abbiamo ricevuto il dono di diventare genitori ci siamo immedesimati in te e tuo marito e condividiamo il vostro dolore.
Silvia (Caserta) 3 maggio 2008
Carissima e dolce Silvia... grazie di questo "regalo" intenso e commovente della tua/vostra storia!
Leggendola, ho rivissuto alcune "tappe" della mia vita... dei miei sensi di colpa legati alla perdita di "semplici bestiole", dopo aver provato il dramma della perdita della mia bambina... del desiderio, in seguito, di "riprovarci" a riavere in casa una codina scodinzolante e festante... e da una codina... sono arrivata a tre!
Rimane in me, però, un'angosciosa domanda a cui, preferisco non cercare "ora" una risposta... come starò, come reagirò e come vivrò un domani (spero molto lontano) il... "distacco" dei miei piccoli westini che, tanta gioia mi stanno dando in questa "parte" della mia vita?!?
Per ora "vivo" alla giornata e "tento" di non pensarci.
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Buon giorno Licia, frequento il "Forum di Clinica Veterinaria.org" da circa un mese, questa mattina ho letto il tuo vecchio post di Antonella e mi sono commossa tanto da volere stringerti forte e conoscerti di persona. Così sono andata a vedere il tuo sito e.......... sono senza parole! Bellissimo, ogni parola, foto gronda d'amore; interessante, divertente per niente noioso, facile da seguire, insomma una meraviglia. Che belle persone siete tu e tuo marito, e cosa dire di quei tre meravigliosi batuffoli che avete!!!!! Avete pensato a tutti, e mi scappa una lacrima pensando all'angolo dell'arcobaleno dedicato ai nostri amici a quattro zampe che non ci sono più. Bello, una bella fiaba da leggere tutta d'un fiato, e perdipiù, in continua crescita.
Brava, bravi un grosso bacio Gisella.
Gisella Grassotti (località non indicata) 30 marzo 2008
Grazie Gisella, di tutte le belle parole che mi hai dedicato... un forte abbraccio!
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