.
|
STATI UNITI - CANE EROE DI GUERRA SOPPRESSO PER ERRORE
Durante i pattugliamenti con i soldati americani sul fronte afghano ha svolto un ruolo di primo piano nell'aiutare a scoprire ordigni esplosivi nascosti dai talebani. La cagnolina era la prima a mettere la zampa sul sentiero, ad aprire la strada, ad affrontare una minaccia. Target, la fedele femmina di pastore tedesco, ha stanato terroristi all'interno di tunnel; ha individuato col suo fiuto i micidiali Ied, gli ordigni improvvisati, e salvato la vita a tanti marines. La cagnolina annusa-bombe, tuttavia, non è sopravvissuta ad una breve permanenza in un canile dell'Arizona: un collaboratore l'ha uccisa con un'iniezione letale. Per errore.
EROINA DI GUERRA - La storia della cagnolina meticcia Target, «esperta» di esplosivi e in servizio presso le truppe americane di stanza in Afghanistan, sta commuovendo gli americani. Che però ora sono imbestialiti dalla tragica fine a cui è andata incontro la fedele compagna a quattro zampe, eroina di guerra. Al quotidiano "The Arizona Republic" il proprietario del cane militare, il maresciallo ordinario Terry Young, si è detto «sconvolto» da quanto accaduto. Target si è spesso rivelata insostituibile sul fronte: al confine col Pakistan il pastore tedesco aveva affrontato un potenziale attentatore suicida e salvato così la vita di decine di soldati. «Per questo suo gesto coraggioso è stata celebrata e trattata come una regina nella base militare Dand Patan», ha raccontato Young. La bestiola, finita anche nel seguitissimo show di Oprah, ha lavorato fino a quando, ad agosto, ha fatto ritorno in patria, assieme al suo padrone.
NEGLIGENZA AL CANILE - Venerdì scorso la cagnolina ha saltato la siepe del giardino di casa ed è scappata. Young ha subito attivato tutti i canali necessari alla ricerca. Con inserzioni su giornali e su Internet; manifesti appesi ai marciapiedi. E un appello per ritrovare il cane eroe anche sulla tv locale. Un vicino di casa aveva trovato Target il giorno della scomparsa e aveva informato il canile, sottolineando che qualcuno la stava cercando. Il quadrupede non possedeva infatti un chip o una targhetta di riconoscimento. La sera stessa Young ha poi scovato una foto della cagnolina sul sito web dell'accalappiacani della contea. Convinto che il canile fosse chiuso la sera e nel fine settimana, ha deciso di andare a riprenderla il lunedì successivo. Ma era troppo tardi: ha appreso che Target era già morta. I dipendenti del canile, dopo aver catturato il cane, lo avrebbero ucciso di lì a poco. Per sopprimere gli animali esistono regole molto precise, alle quali i dipendenti non si sarebbero a quanto sembra attenuti, ha detto la direttrice Ruth Stalter, responsabile dei canili nella contea. Nel frattempo il dipendente, reo di non aver seguito le ferree procedure, è stato sospeso. Al giornale Young ha aggiunto: «Non posso credere che ad un cane così buono sia successo questo».
da "www.corriere.it" del 16 novembre 2010
|
.
|
ITALIA - PITBULL GETTATO IN MARE CON PESI DI 6 KG. AL COLLO
Trieste. Il cadavere di un pitbull ucciso da ignoti è stato recuperato in mare nella tarda mattinata di ieri da personale del Commissariato di Polizia di Muggia, che lo ha reso noto solo oggi. I Vigili del fuoco hanno collaborato al recupero del corpo del cane, un esemplare adulto, che galleggiava all'altezza del Circolo della Vela. A segnalare telefonicamente alla Polizia l'accaduto una persona che ha avvistato il cane dalla propria abitazione.
L'animale è morto per probabile annegamento, dato che aveva al collo una pesante catena con attaccati sei pesi metallici del peso complessivo di 6 chilogrammi.
Il veterinario giunto sul posto ha confermato la causa del decesso e ha individuato il microchip dell'animale, la cui lettura non ha consentito tuttavia di risalirne al proprietario, in quanto i dati rilevati non risultano censiti dall'anagrafe canina in Italia. Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare i responsabili del barbaro gesto.
da "Adnkronos" del 27 settembre 2010
|
.
|
INDIA - 7 ELEFANTI TRAVOLTI DA UN TRENO. TENTAVANO DI SALVARE I LORO CUCCIOLI
Jalpaiguiri. Un treno merci ha travolto e ucciso sette elefanti in India. I pachidermi stavano cercando di soccorrere due cuccioli nel distretto di Jalpaiguiri, nel Bengala occidentale. I piccoli erano rimasti intrappolati mentre il branco attraversava la linea ferroviaria che passa nella foresta. «Cinque animali sono morti sul colpo» ha spiegato il capo del corpo forestale del Bengala occidentale Atanu Raha «altri due sono morti in seguito alle ferite». Gli adulti si erano messi a protezione dei piccoli, subito prima dell'impatto, ma anche i due cuccioli sono morti. Un ottavo elefante è stato ferito, ma è sopravvissuto. Il traffico ferroviario è rimasto interrotto nella notte e i membri superstiti del branco in mattinata era ancora sul luogo dell'incidente, a vegliare le vittime. In poco più di un anno, nella zona sono rimasti uccisi oltre 20 animali: la ferrovia attraversa un corridoio molto conosciuto dagli animali selvatici. Il treno viaggiava a circa 70 chilometri orari, in un tratto dove il limite, proprio a protezione degli animali, è di 40 chilometri l'ora. «Abbiamo sporto una denuncia contro le ferrovie», ha riferito Atanu Raha. In India vivono circa 25.000 elefanti, ma il loro numero è in drastico calo per via di bracconieri, distruzione dell'habitat e anche per gli incidenti con i treni, frequenti nell'est e nel nord del Paese. L'elefante è un animale considerato sacro dalla maggioranza indù e all'inizio di settembre il ministero dell'Ambiente e delle Foreste li ha dichiarati «animali patrimonio nazionale», che dovrebbero godere delle stesse protezioni riservate alle tigri.
da "www.corriere.it" del 23 settembre 2010
|
.
|
ITALIA - SFUGGITO AL ROGO, MICKY NON CE L'HA FATTA
Taranto. Sarebbe stato identificato l'autore del rogo di Leporano, nel Tarantino, dove quattro cuccioli di cane erano stati gettati tra le fiamme e tre di loro alla fine erano morti per le ustioni. Due dei cuccioli erano morti subito e il terzo, Micky, era stato recuperato ancora in vita ed era subito assurto a simbolo delle campagne contro le barbarie gratuite nei confronti degli animali. Si sperava di poterlo salvare ma le sue condizioni sono poi peggiorate e alla fine è deceduto tra indicibili sofferenze.
IL PRESUNTO AUTORE - Il responsabile del gesto sarebbe un operaio di 56 anni che risulta già denunciato dai carabinieri. E' accusato di uccisione di animali e ora rischia una pena detentiva fino a 18 mesi. L'associazione animalista "Quattro cani per strada", che accudisce i cani senza tetto del territorio e che aveva denunciato l'accaduto, di cui si era occupato anche il Corriere, ha deciso di costituirsi parte civile.
LA DENUNCIA E LE INDAGINI - Erano stati i volontari dell'associazione a scoprire i cagnolini morti e a recuperare dalla cenere il piccolo Micky. E proprio loro avevano sporto denuncia. I militari si sono messi al lavoro e le loro indagini hanno portato ad individuare il presunto autore. Sarebbe il proprietario del casolare dove gli animali, tutti trovatelli, avevano trovato rifugio. Infastidito dalla loro presenza avrebbe deciso di sbarazzarsene approntando un falò e gettandoveli nel mezzo. Uno dei cagnolini è però riuscito a scappare ed è stato ritrovato incolume. Di altri due erano stati trovati solo i resti carbonizzati.
Redazione onlin
da "www.corriere.it" del 23 settembre 2010
|
.
|
ITALIA - TROPPI RANDAGI, INCENERIAMOLI
Olbia. Suscita scalpore e orrore tra i cinofili la proposta di un consigliere regionale sardo del Pdl, Gianfranco Bardanzellu, che per risolvere il problema del randagismo nell'isola ha proposto di «incenerire i cani». La notizia - pubblicata dal quotidiano L'Unione Sarda - ha già scatenato polemiche, ma secondo il politico ex di An, che è anche consigliere comunale di Olbia, «Davanti ad un'emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti e anche impopolari. Per affrontare il randagismo - spiega - in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati». A Olbia i cani randagi sono circa 700. Nell'unico canile della città, situato vicino all'aeroporto, negli ultimi mesi sono stati portati 104 cani. In tutta la Sardegna i randagi (secondo stime del settembre 2009) sarebbero oltre 65 mila.
LA REAZIONE DEL GOVERNO - Il sottosegretario alla salute Francesca Martini, con delega alla medicina veterinaria, è intervenuta oggi sulla vicenda: «Sono profondamente indignata per una proposta così incivile e ricordo al consigliere Bardanzellu che nel nostro paese l' uccisione degli animali d'affezione è un reato sanzionato penalmente. Le leggi dello Stato di tutela dei cani puniscono chi li abbandona, maltratta e uccide». E ancora, bacchetta la Martini, «ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle Istituzioni, come dello stesso Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non istigare a commettere reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante. Il grave problema del randagismo - conclude il sottosegretario - non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani».
GLI ANIMALISTI: «Lo denunciamo» - Il presidente dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) Lorenzo Croce, ha annunciato che già lunedì presenterà alle autorità competenti denuncia penale contro Bardanzellu per «istigazione al maltrattamento di animali». L'Aidaa, nei giorni scorsi si è fatta promotrice di un'iniziativa tesa a boicottare la Spagna come meta turistica, per il trattamento lì riservato ai randagi. «Migliaia di mail e cartoline inviate all'ambasciata di Roma e ai consolati di Spagna, con le quali 18 mila famiglie italiane da giugno a oggi hanno detto di non volersi più recare in vacanza in Spagna - dice Croce - fino a quando non si smetterà di uccidere i cani randagi e catturati in maniera crudele e solo dopo pochi giorni di permanenza nelle 'perreras', i canili pubblici. Questo - spiega il presidente dell'Aidaa - è il risultato della campagna contro i massacri indiscriminati dei cani che avvengono quotidianamente nelle perreras spagnole dove vengono uccisi in maniera assolutamente crudele oltre 30.000 cani l'anno». L'Aidaa stima che in Italia i cani randagi siano circa 725 mila. Un fenomeno che sta diventando emergenza, soprattutto nel meridione e nelle isole.
da "www.corriere.it" del 28 agosto 2010
|
x
|
ITALIA - SICILIA: NO ALLE VENDETTE. I VERI BASTARDI SONO GLI UOMINI
Mark Twain lo sapeva già: «Se raccogliete un cane affamato e gli date da mangiare, potete star sicuri che non vi morderà. Questa è la principale differenza tra l'uomo e il cane».
Verranno abbattuti con un’iniezione, mentre guaiscono a terra, tremando. I cani hanno paura dei veterinari, anche quelli randagi, anche gli assassini. Quando vedono una siringa sbarrano gli occhi. I cani bisogna saperli accarezzare, altrimenti mordono e dimenticano che da millenni amano l’uomo.
Il sindaco di Modica abbasserà il pollice e penserà di aver fatto il proprio dovere. Giustizia è fatta. La coscienza è pulita. La morte di un bambino può essere archiviata con un po’ di veleno nelle vene del branco ribelle. L’uomo è un animale meschino, quando trova qualcuno a cui sbattere sul groppone la colpa si sente in grazia con Dio. Basta un agnello sacrificale e tutti i peccati del mondo vengono spazzati via. Il guaio è che i randagi moriranno e non servirà a nulla. Li hanno già catturati. Le agenzie annunciano che hanno preso anche il capo branco, quasi fosse Bin Laden o il brigante Fra Diavolo. L’enfasi è la stessa.
Quello che fa paura è altro. In Sicilia i randagi vagano nelle città e nelle periferie. Si ritrovano in branchi, abbandonati dall’uomo, affamati, cattivi, perché la fame è cattiva, e con la diffidenza negli occhi. La Sicilia è come Budapest, un’altra terra dove l’uomo ha rotto il contratto con il cane. Lo ha ripudiato. E anche lì c’è lo stesso problema. Il branco è pericoloso.
Ma all’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo. È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si prende al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. E per ucciderlo, comunque, ci vuole stomaco. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani. C’è gente che ci campa con i canili.
Sapete quanto ricevono dai Comuni i canili in Sicilia? Tre euro al giorno. A Milano 80 centesimi. I canili servono, ma troppo spesso sono solo un affare. È l’uomo che abbandona. È l’uomo che fa diventare il cane selvaggio. È l’uomo che incrocia le razze per moda o brutalità. E crea macchine da guerra.
È l’uomo che non fa l’unica cosa saggia da fare di fronte a queste emergenze: sterilizzare i cani randagi. È l’uomo che se ne frega e ora diffonde la paura.
Tutti noi stiamo accarezzando un gioco malsano. Ogni giorno buttiamo fuori chili di paura, li diffondiamo nella società, quasi a voler dare una forma al male che si agita dentro di noi. Stiamo creando eserciti di mostri su cui scaricare ossessioni e sensi di colpa. Oggi tocca ai cani killer, ieri e domani a qualcun altro. La psicosi dei cani assassini farà altro male. Altra gente lascerà per strada il presunto omicida. Paura, paura, paura. Questa è la ricetta per risolvere tutti i nostri problemi. Poi ogni tanto facciamo il nostro sacrificio agli dei. Basta una siringa, un guaito e per qualche giorno siamo liberi dal male.
da "www.ilgiornale.it" del 19 marzo 2009
|
.
|
ITALIA - CANI, CROCCHETTE KILLER ALLA MELAMINA
Due cani morti e un’azienda di cibo per animali sotto accusa per aver utilizzato, nella fabbricazione degli alimenti, farina contenente melamina, la stessa sostanza tossica del latte cinese. Lo scandalo del cibo al veleno è arrivato in Italia. Fra novembre e dicembre dello scorso anno, un’allevatrice di cani di San Fior, Treviso, richiede all’Istituto zooprofilattico delle Venezie un esame autoptico su un maltese e un lhasa apso (piccolo cane di compagnia) morti per nefrite e blocchi renali sospetti. Il veterinario fornisce alcuni referti, fra cui un campione di mangime. «L’esame ha rivelato che il prodotto conteneva melamina, utilizzata per produrre plastiche e vietata nell’alimentazione, in cui determina un falso aumento del valore proteico. Perciò il consumo del mangime era in diretta relazione con il decesso degli animali», spiega Stefano Marangon, direttore sanitario dello Zooprofilattico. A preoccuparsi sono gli animalisti. Esce un comunicato della Lega anticaccia del Veneto che mette in guardia i proprietari di cani e gatti riguardo alla probabilità che circolino in commercio crocchette contaminate. Poi gli Animalisti italiani chiedono al ministero della Salute di rendere noto il nome della ditta: «Se la gente ha il prodotto in casa, ha il diritto di sapere », dice il direttore scientifico Ilaria Ferri. La senatrice dei Radicali-Pd Donatella Poretti presenta un’interrogazione: «La questione è grave — dice —. La vita degli animali ha molta importanza e ritengo che chiarezza e informazione siano il punto di partenza necessario a evitare ogni allarmismo». E Carlotta Bernasconi, vice presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Veterinari, aggiunge: «C’è chi ha scorte di cibo contaminato e lo ignora: va comunicato immediatamente». Ieri la svolta. Il ministero della Salute ha reso pubblico il nome dell’azienda. Si tratta della Diusapet di Marzano, in provincia di Pavia, che realizza prodotti in proprio ma anche farine per conto terzi. Dichiara Gaetana Ferri, direttore della Sanità pubblica veterinaria: «I servizi hanno compiuto campionamenti ufficiali e i mangimi trovati positivi sono stati sottoposti a vincolo sanitario». Il cibo contaminato sta per essere ritirato. Lo dice una nota del ministero: «Si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale ». Secondo la Ferri, si tratta di farine animali di origine nazionale, tranne una, di provenienza comunitaria, «su cui si centrano i maggiori sospetti, poiché riteniamo i controlli italiani eccellenti». E ammette la probabile necessità di un’indagine retrospettiva anche oltre frontiera, per ricostruire i percorsi della farina tossica, nostrana o straniera che sia. Il primo sforzo di tracciabilità viene proprio dalla Diusapet, che si dichiara «costernata» e espone la ricostruzione fatta assieme alla Asl di Pavia: «Da controlli, tutti i campioni delle produzioni attuali, così come quelli di maggio e giugno 2008, sono risultati regolari, mentre sono positivi alla melamina i due lotti della prima settimana di aprile 2008 dei mangimi "Cuccioli" e "Mantenimento Duck & Barley", di cui è stato disposto il ritiro dal mercato». Anche Raffaele Guariniello, sostituto procuratore di Torino, segue da mesi un’indagine sulla melamina: «La sto portando avanti con i Nas di Torino e Bologna. Nasce da uno studio americano, dove sono morti migliaia di cani e gatti per avvelenamento di questo genere». L’indagine avrebbe già prodotto risultati: a Bologna i Nas hanno trovato mangime contaminato in un allevamento di suini.
da "www.corriere.it" del 28 febbraio 2009
|
x
|
DANIMARCA: UNA VERGOGNA... INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE...!!!
Che fare... se non denunciare quello che sta accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini!
Benchè questo sembri incredibile, ogni anno, questo massacro brutale e sanguinario si riproduce nelle isole Feroe, che appartengono alla Danimarca, un paese supposto "civilizzato". Membro dell'Unione Europea.
Troppe poche persone al mondo, conoscono questo avvenimento orribile e deplorevole, che si ripete ogni anno.
Questo massacro sanguinario è frutto di giovani uomini che vi partecipano per dimostrare di aver raggiunto l'età adulta!!! E' assolutamente incredibile che non sia fatto niente affinchè questa barbarie cessi.
Una barbarie contro i "delfini Calderones", un delfino super intelligente e socievole, che si avvicina alla gente per curiosità.
Invia questa documentazione a tutti i tuoi contatti, diffondendo questa pagina (con parecchie altre foto. ndr).
segnalazione ricevuta il 6 novembre 2008
|
.
|
ITALIA - CUCCIOLO DI 50 GIORNI... EX GIOCATTOLO DEI BAMBINI CHE LO HANNO RESO TRIPOIDE
Come un giocattolo rotto e buttato... a 5 mesi!!! Bellissimo, di pura razza e tristemente sfortunato! Per colpa di persone che comprano cuccioli di razza, come spesso accade, per soddisfare il proprio piacere o i divertimenti dei bambini! Pocchio, e' servito al secondo scopo. Ha fatto giocare i bambini per quello che serviva, anzi anche troppo... perchè gli hanno completamente schiacciato e spezzato la zampa anteriore e, ovviamente, l'hanno lasciato così, senza soccorsi, nè cure. L'infezione pian piano, ha consumato il radio e l'ulna, quindi, è stato buttato per strada. L'unica sua fortuna: l'hanno fatto vicino ad un volontario! E' stato portato dal veterinario, che ha diagnosticato, purtroppo, quanto scritto sopra e quindi la futura amputazione dell'arto. Pocchio ha soltanto 50 giorni!!! Ha avuto appena il tempo di venire al mondo... nemmeno di capire come poteva essere, che ha già conosciuto l'orrore di essere un "giocattolo vivente". E' vaccinato e sanissimo, a parte la sua povera zampetta ma, sappiamo tutti molto bene, che un cane non conosce l'handicap come le persone... vive e corre felice di essere al mondo, anche solo a 3 zampe!!! Essendo una razza particolare, verrà affidato con scrupolosi pre-affido, solo al centro e norditalia, con moduli pre-affido. Per favore, vi chiedo di far girare il suo appello... di offrirgli un'altra possibilità di vita, una famiglia che possa davvero fargli conoscere la gioia di essere un cane amato e non un pelouche!!! Per info: Pasquale (omissis)
dal Forum di "www.clinicaveterinaria.org" del 22 luglio 2008
Purtroppo Pocchio è morto!!! La famiglia che aveva deciso di donargli amore incondizionato e cure senza fine è distrutta, come Pasquale e la dottoressa Loredana. Questi ultimi fino all'ultimo sono stati accanto a lui, non se ne è andato via da solo, le sue sofferenze sonno state condivise da questi due angeli che stentano a trattenere le lacrime appena si parla di Pocchio. Tutto è stato improvviso e l'aggravarsi della situazione nel giro di poco tempo ci ha lasciati sgomenti e increduli: nessuno di noi era preparato a questo, nessuno dei volontari impegnati nè tantomeno Pasquale e Loredana costantemente vicini a Pocchio. L'immagine che è stata scelto da diffondere è la stessa dell'appello per ricordare il cucciolo buffo, sereno, giocoso nonostante la sua sventura.
dal Forum di "www.clinicaveterinaria.org" del 9 agosto 2008
|
.
|
CINA - OLIMPIADI: NO ALLA CARNE DI CANE NEI RISTORANTI
Pechino. Niente cani alle Olimpiadi, almeno nei piatti dei ristoranti. Turisti e sportivi non potranno gustare la carne di cane, un piatto prelibato in estremo oriente. Una decisione che serve a salvaguardare le sensibilità occidentali: chi non avrebbe un mancamento trovandosi nel piatto un lontano "parente" del caro Fido lasciato a casa? La notizia è stata diffusa dal blog di Han Yue, dove si legge che l'Ufficio per la Sicurezza degli Alimenti di Pechino ha stabilito che i 112 ristoranti e alcuni hotel olimpici della capitale - con tanto di lista - non potranno servire carne di cane per non urtare la sensibilità di atleti e turisti stranieri. Anche gli altri ristoranti della città, in particolare quelli specializzati in cucina delle province dello Yunnan e del Guizhou e coreana, sono stati esortati dalle autorità a non servire il cane. L'Ufficio ha annunciato controlli su tutti i punti di ristorazione di Pechino. La carne di cane viene cucinata e mangiata in Cina fin dai tempi di Confucio (551 A.C.), e oggi è consumata sopratutto nella comunità coreana (che a Pechino è abbastanza consistente considerando che ci vivono circa 100 mila coreani). In passato si mangiava il cane nelle situazioni di penuria alimentare, in tempi più recenti è stata apprezzata per il presunto beneficio alla circolazione del sangue e all'energia Yang (polarità positiva opposta e complementare alla negativa Yin secondo la filosofia cinese), e oggi è considerata un piatto ricercato, anche se è sempre meno diffusa sia per l'alto costo che per l'avvicinamento della Cina al nostro Occidente. L'attenzione agli ospiti stranieri però non ha alleggerito i pesanti vincoli protezionisti ancora presenti per prodotti della gastronomia "Made in Italy": la mozzarella di bufala campana Dop, altri formaggi freschi e a pasta filata non saranno sulle tavole di Pechino durante la quarantena imposta per la durata dei Giochi. Addirittura per i prodotti ortofrutticoli freschi, come mele e kiwi, ci sono stati ostacoli di carattere burocratico, sanitario ed amministrativo, che hanno impedito sinora le spedizioni.
da "www.repubblica.it" del 11 luglio 2008
|
Il piccolo e indifeso Natividad
"protagonista", suo malgrado,
dell'installazione del 2007
|
CENTRO AMERICA - TORNA IL BOIA DELLA BIENNALE: FERMIAMOLO
Firmiamo la petizione. Non nominiamolo! E boicottiamo l’evento. Nel 2007 un finto artista (e sono tutti pregati di non nominarlo, per non fare il suo gioco!) prese un cane di strada, lo legò a una corda corta al muro di una galleria d’arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete, come "installazione" (intitolata: "TU SEI QUELLO CHE TU LEGGI". ndr). Durante quei terribili giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori della galleria d’arte rimasero spettatori impassibili di fronte alla macabra agonia del povero animale, fino quando finalmente morì di fame e di sete, dopo aver passato un doloroso, assurdo, incomprensibile calvario. La "prestigiosa" Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che tale bestialità ideata da quell’individuo fosse "arte", per questo il balordo è stato invitato a ripetere la sua crudele "installazione" alla prossima Biennale del 2008. Non è possibile tollerarlo, nè lasciarlo fare. Intanto firmiamo la petizione e non nominiamo mai il nome del balordo, SEMMAI DEFINIAMOLO "IL BOIA DELLA BIENNALE", altrimenti contruibuiremo a renderlo famoso, a spingerlo a ripetere le sue idee malsane e a soddisfare la sua smania di celebrità. Vale la pena firmare, affinchè questo soggetto non venga definito "artista" per una simile oscenità, per evitare che quel povero cane sia morto invano e che un altro animale innocente soffra una simile crudeltà sadica e ripugnante. E pensare ad una operazione di BOICOTTAGGIO di tale Biennale sarebbe la cosa migliore da fare.
da "www.qzlife.it" del 27 marzo 2008
Per approfondimenti: leggi qui
.
|
|