| ||
Veterinari... purtroppo
non sempre infallibili
Testimonianze di errori diagnostici, raccontate dai diretti interessati
e pubblicate non per gossip, ma
per avere una fonte d'informazione su patologie
che... possono essere "fraintese"!!!
.
| ||
.
| ||
![]()
Buongiorno Licia, ho trovato per caso il suo sito in internet, e devo farle i complimenti per come tiene i suoi westie, soprattutto di come si interessa dei cuccioli che poi andranno nelle loro nuove famiglie.
Io ho vent'anni e sono di Torino, all'età di 9 anni i miei genitori mi hanno regalato un cucciolo di yorkshire terrier, che io ho chiamato Kevin.
Era adorabile, dolcissimo, rispettoso e quant'altro!! Tutti lo adoravano e noi chiamaramente stra-adoravamo lui.
Lo abbiamo fatto viaggiare sempre con noi in nave (chimaramente dentro la cabina con noi, non dentro quelle gabbiette sul ponte!!) e in aereo (anche li seduto con noi nel sedile, e mai e poi mai nelle stiva!!). Insomma lo abbiamo adorato e riempito d'amore per 11 lunghi anni, anche se per noi è sempre rimasto il nostro cucciolino.
Purtroppo verso aprile comincia ad essere sempre più floscio, il che non ci sembrava particolarmente preoccupante perchè lui era un vero e proprio pelandrone, ma nemmeno molto normale.
Abbiamo chiamato il veterinario e gli ha riscontrato una banale influenza, e giù di cortisone.
Peccato che questo incompetente ha continuato a farglielo per 3 volte, al che ci siamo rivolti ad un altro veterinario che ci ha detto che probabilmente Kevin soffriva del "MORBO DI CUSHING".
In pratica il suo organismo produceva già di per sè una quantità di cortisone e quelle 3 punture hanno fatto un vero disastro. Poi nel giro di una settimana la situazione è crollata e il nuovo veterinario gli ha trovato la leishmaniosi, e una serie di infezioni dovute al fatto che l'organismo ha ceduto a causa del crollo causato dal troppo cortisone.
In ogni caso siamo stati costretti a farlo sopprimere il 22 di aprile, e mi creda per me non c'è mai stato dolore più grande. Ho pianto disperata per due settimane, seguita a ruota libera da mia madre.
Non volevo più uscire nè andare all'università, nulla.
E' stato un dolore tremendo... Ora ci stiamo riprendendo ma casa nostra è tappezzata di quadri e foto del nostro piccolo angioletto che non dimenticheremo mai e poi mai.
Spero di non averla annoiata con la mia storia, ma dalle righe che lei scrive nel suo sito si vede che è un'amante degli animali, e credo che possa capire cosa significhi perdere un amico a 4 zampe.
La ringrazio per il suo tempo e le auguro una buona giornata.
| ||
![]()
Ciao Licia ho letto e visionato il tuo sito con molto interesse, devo dire che è fantastico, complimenti per i tuoi ragazzi pelosi.
Io vorrei raccontarti la mia storia con il mio westie che sicuramente bella per averlo avuto con me per quasi sei anni, triste e per me tragica per tutto il resto.
Comincio con il dirti che da Firenze dopo varie ricerche sono andata con tanto entusiasmo e tanta felicità a prendermelo a Torino in un ottimo allevamento……
Dopo una settimana che avevamo con noi Peter (così si chiamava) il veterinario mi ha detto che i testicoli non erano discesi nello scroto, cosi mi ha detto di fare una cura omeopatica per vedere di aiutarlo, a 8 mesi ne era disceso solo uno cosi ha subito un intervento.
Dopo l’intervento per un anno tutto bene, poi a cominciato con otite di forma allergica, gonfiore ai cuscinetti, dermatite atopica. Tutte queste cose si alternavano a distanza prima di sei mesi poi sempre meno.
Ho cambiato cibo sono andata alla ricerca di veterinari specializzati in allergie e così via.
Ho trovato alla fine una brava veterinaria (così sembrava) che era riuscita con l’alimentazione casalinga ad attenuare il tutto, per lunghi periodi stava meglio.
Ad aprile 2007, Peter nel fare i suoi bisogni fa una scarica di sangue indescrivibile, lo porto subito a farlo vedere, gli danno una cura con antibiotici. Io chiedo che gli sia fatta un ecografia o, comunque delle analisi, mi viene risposto che mi sono presa una fissazione, e che per i cani non è come noi, e che poteva essere normale quello che era successo anche per una semplice infiammazione.
Comunque lo curo, Peter sta subito meglio.
Da lì non da più sintomi di niente, a parte ogni tanto qualche sintomo di stitichezza.
Arrivati per partire per le ferie, viene visitato dicono tutto bene, non l’avevano mai visto meglio.
Arrivati a ottobre una mattina vomita, un po’ di schiuma biaca, ma dopo poi tutto a posto, la mattina dopo di nuovo vomita sempre schiuma bianca, così la sera decido di farlo vedere.
Nel tragitto fra casa e l’ambulatorio Peter vomita ancora, entro dalla veterinaria e seguita a vomitare, così lei dice che è disidratato e gli effettua una flebo con plasil.
Prendo Peter vengo via, lui ad un tratto mi si accascia in collo con occhi sbarrati, chiamo la veterinaria mi dice di portarlo immediatamente alla clinica dove è associata.
Arrivata lì dicono che il cane non è disidratato e chiamando colei che aveva effettuato la flebo, stanno più di mezzora al telefono a discutere, nel frattempo Peter era già sotto analisi, nel frattempo inizia ad avere le convulsioni.
Io inizio veramente a non connettere più e gli urlo che li denuncio tutti perché secondo me era stata la flebo, loro dicono che è un caso.
Peter non sappiamo se riuscirà a passare la notte.
La mattina è tutto invariato, lui è sotto anestesia per via delle convulsioni, aspettano un ecografo per guardare l’intestino, secondo come andrà l’ecografia dovremmo decidere se sopprimerlo.
Li con me c’è una mia amica che mi chiede il permesso di chiamare il suo veterinario, io acconsento, lui ci dice di portarlo subito via di lì o se c’è anche una piccola speranza di poterlo salvare sarebbe scomparsa.
L’altro veterinario non sa del plasil.
Come arrivo nella clinica successiva ci stanno aspettando tutti, lo guardano la prima domanda che mi fanno è se il cane a fatto un iniezione di plasil, rispondo che era dalla sera prima che lo stavo dicendo, lui mi dice di stare tranquilla che c’è la farà.
La sera stessa si riprende, ma durante la notte inizia a stare male nuovamente, l’intestino se ne va a pezzi e così ci lascia per sempre!!!
Purtroppo aveva la "SINDROME DI CROW" e che per lui quella puntura di plasil era veleno, nonostante i nostri sforzi per tutte le cure fatte negli anni, erano ben servite a poco dato che non si erano accorti che c’era tanto di peggio.
Bastavano delle analisi quando lui fece sangue dal sedere, probabile che sarebbe stato ancora con noi, ma quella puntura gli ha dato una bella botta avanti.
Ti scrivo un anno dopo la sua scomparsa, ma credimi è una sofferenza incredibile e tanti sensi di colpa.
Ti abbraccio forte e un affettuoso saluto.
| ||